Eseguire un'analisi SEO completa del tuo sito non deve essere un'operazione complicata riservata solo agli esperti. Con questa guida scoprirai come identificare problemi tecnici, ottimizzare i contenuti e migliorare il posizionamento su Google attraverso un metodo chiaro, efficace e adatto anche a chi ha conoscenze base.
Preparazione e strumenti essenziali per l'audit SEO
La preparazione è fondamentale per trasformare un semplice controllo in un audit capace di generare risultati concreti. Definisci obiettivi precisi, scegli gli strumenti giusti e crea un sistema per monitorare progressi e problematiche, così da tenere sotto controllo la struttura e le prestazioni del tuo sito.

Definire obiettivi SMART e metriche di baseline
Imposta obiettivi SMART per il tuo template audit SEO: incrementa il traffico organico del 30% in sei mesi, conquista le prime dieci posizioni per ogni parola chiave importante e riduci la frequenza di rimbalzo del 15%. Ogni traguardo deve essere connesso direttamente ai KPI aziendali.
- Metriche iniziali: registra il traffico attuale, il ranking delle keyword principali e le conversioni usando Google Analytics e Search Console per misurare i progressi.
- Allineamento agli obiettivi aziendali: collega ogni target SEO a risultati concreti come lead, vendite e iscrizioni alla newsletter.
- Tempistiche realistiche: la SEO richiede tempo; pianifica almeno 3-6 mesi per valutare l'efficacia delle ottimizzazioni.
Documentare lo stato attuale del sito ti fornirà un punto di riferimento per valutare l'impatto delle correzioni. Senza questa baseline, rischi di agire senza una direzione precisa.
Accedi a Google Analytics 4 e Google Search Console, annota il traffico organico degli ultimi tre mesi, le pagine più visitate, le keyword con più impression e la posizione media: questi dati saranno la tua guida.
Configurare gli strumenti di analisi e monitoraggio
Scegli almeno quattro strumenti per una checklist audit SEO IA completa: un crawler come Screaming Frog, Google Analytics 4 per analizzare il comportamento degli utenti, Search Console per verificare l'indicizzazione e gli errori, PageSpeed Insights per le performance. Questa combinazione ti aiuterà a identificare i problemi più critici.
Imposta il crawler con un limite di 5000 URL per siti medio-grandi e attiva sia la modalità desktop che mobile, così da analizzare eventuali differenze tra dispositivi. Una volta raccolti i dati, inseriscili in un unico foglio di calcolo.
Assicurati che tutte le varianti del dominio (www/non-www, http/https) siano collegate a Google Search Console: avrai una visione completa dell'indicizzazione, degli errori di crawling e delle prestazioni nelle SERP.
Creare il template operativo con checklist personalizzata
Crea un documento di lavoro con colonne dedicate a URL, tipo di problema, priorità e azioni correttive. Questo file diventerà il tuo punto di riferimento durante l'intero audit SEO.
Prepara domande chiave per guidare la tua analisi: quali pagine hanno meta tag duplicati? Quali URL restituiscono errori 404? Quali contenuti generano molto traffico ma poche conversioni? Quali competitor dominano le SERP per le tue keyword principali? Le risposte ti aiuteranno a stabilire le priorità e analizzare i dati in modo più efficace.
Un audit SEO è un'analisi approfondita che valuta lo stato di salute di un sito web, esaminandone aspetti tecnici, strutturali e di contenuto. Vengono controllati fattori come velocità di caricamento, architettura delle informazioni, crawl budget, configurazione di sitemap e robots.txt, ottimizzazione dei tag HTML, qualità dei contenuti, usabilità mobile e performance Core Web Vitals, oltre all'autorevolezza dei backlink e ai rischi di penalizzazioni da parte di Google. L'attività si avvale di strumenti affidabili come Google Search Console, Google Analytics, Screaming Frog, Majestic/Ahrefs e altri, permettendo di identificare problemi e opportunità per migliorare il posizionamento organico rispetto alla concorrenza. Approfondisci con la guida completa per un audit SEO efficace
Analisi tecnica: indicizzazione e problemi di crawling
La salute tecnica del sito è la base di ogni strategia SEO efficace. Quando si presentano problemi di indicizzazione, configurazioni errate nel file robots.txt o redirect mal gestiti, Google fatica a scoprire e valutare correttamente i contenuti più rilevanti.
Verificare copertura e risolvere errori di indicizzazione
Inizia il tuo audit SEO dalla sezione "Copertura" o "Pagine" nella Google Search Console. Qui puoi verificare lo stato di scansione e indicizzazione del sito. È fondamentale correggere tempestivamente errori come pagine 404, 500, soft-404 e URL bloccati accidentalmente dal robots.txt.
Questi problemi impediscono a Google di posizionare correttamente pagine che potrebbero generare traffico e migliorare il tuo ranking. Una categoria di prodotto che restituisce errore 500 o un articolo bloccato significa perdere potenziali visitatori che finiranno dai tuoi concorrenti.
Ottimizzare robots.txt, sitemap e gestione dei duplicati
Digita il tuo sito.it/robots.txt nel browser e analizza attentamente il file: verifica che non blocchi sezioni importanti come categorie, articoli o pagine chiave. Controlla poi che la tua sitemap XML sia correttamente registrata nella Search Console e includa tutti gli URL rilevanti. Per ulteriore aiuto, scopri come eseguire un audit SEO gratuito e ottenere un report dettagliato.
- Sitemap XML ottimizzata: deve includere solo pagine con status 200, evitare redirect e mantenere un massimo di 50.000 URL per file. Per siti molto grandi, crea un indice che organizzi sitemap tematiche.
- Gestione duplicati interni: utilizza strumenti come Screaming Frog o Ahrefs per identificare URL duplicati accessibili da percorsi diversi, poi unisci tutto con redirect 301 alla versione preferita.
- Tag canonical implementati: per le varianti generate da filtri (tipiche degli e-commerce), imposta rel="canonical" verso la pagina principale per concentrare il valore SEO.
- Consolidamento dominio: stabilisci la versione canonica (es. https://www.tuosito.it) e applica redirect 301 permanenti da http, versioni senza www e altri sottodomini.
La sitemap generata dal CMS deve corrispondere perfettamente alla struttura del sito. Verificare che non contenga pagine obsolete, redirect o contenuti poco utili aiuta a non sprecare il budget di scansione di Google.
Correggere redirect, catene e consolidare il dominio
Identifica eventuali catene di redirect usando un crawler: ogni passaggio aggiuntivo rallenta il caricamento e diluisce il PageRank. Sostituisci i redirect 302 temporanei con 301 permanenti quando il cambiamento è definitivo.
Aggiorna tutti i link interni in modo che puntino direttamente all'URL finale, evitando passaggi inutili. Un visitatore non dovrebbe seguire tre redirect dopo aver cliccato un link dalla homepage, perché questo peggiora l'esperienza utente e disperde valore SEO.
Ricerca parole chiave e ottimizzazione dei contenuti
Una strategia di contenuti efficace deve basarsi su keyword rilevanti e ben studiate, altrimenti anche i migliori interventi tecnici risulteranno vani. Comprendere le ricerche degli utenti e i criteri di Google permette di trasformare il traffico organico da semplice obiettivo a risultato tangibile e misurabile.

Identificare keyword strategiche e analizzare l'intento di ricerca
Strumenti come Google Keyword Planner, Semrush, Ahrefs o Ubersuggest aiutano a trovare keyword principali e long-tail, valutando volume di ricerca, concorrenza e tipo di intento (informativo, navigazionale o commerciale). Scegli termini con buon volume di ricerca ma competizione gestibile per attirare visitatori qualificati.
- Long-tail ad alto potenziale: Frasi più specifiche (3-5 parole) come "scarpe da corsa ammortizzate per donna top gamma" convertono meglio delle parole generiche.
- Analisi approfondita dei risultati Google: Cerca ogni keyword su Google per studiare titoli, meta description, formati e struttura delle pagine in prima posizione.
- Categorizzazione per tipologia di ricerca: Abbina guide dettagliate alle query informative, pagine prodotto a quelle commerciali e confronti tra marche alle ricerche transazionali.
- Analisi dei competitor: Usa Semrush o Ahrefs per vedere per quali parole chiave si posizionano i siti rivali, individuando opportunità da sfruttare.
Esaminare i primi risultati per query come "come fare un audit SEO" rivela cosa premia Google: se compaiono soprattutto guide pratiche, proporre una pagina puramente promozionale avrà scarso successo.
Mappare le keyword e studiare i competitor
Crea una mappa delle keyword organizzata per categorie, assegnando termini pertinenti a ogni pagina. Un buon report audit SEO include sempre questa struttura per evitare duplicazioni che danneggiano il ranking e il traffico.
Ottimizzare tag HTML e creare cluster tematici
Scrivi title tag unici (50-60 caratteri) ponendo la keyword principale all'inizio, e meta description accattivanti (150-160 caratteri) che includano il termine chiave. Questi elementi aumentano il CTR e aiutano il posizionamento.
Usa un singolo H1 con la parola chiave principale, H2 descrittivi con termini correlati e H3 per dettagliare: questa gerarchia permette a Google di analizzare e comprendere meglio la struttura dei contenuti.
| Elemento | Lunghezza ottimale | Posizionamento keyword | Impatto SEO |
| Title tag | 50-60 caratteri | Primi 30 caratteri | Alto (ranking + CTR) |
| Meta description | 150-160 caratteri | Primi 100 caratteri | Medio (CTR diretto) |
| H1 | 40-70 caratteri | Keyword principale inclusa | Alto (rilevanza topic) |
| H2/H3 | 30-50 caratteri | Keyword secondarie naturali | Medio (copertura semantica) |
Organizza i contenuti in cluster tematici: un articolo principale approfondito (2.000-3.000 parole) collegato via link interni a 5-8 contenuti correlati su aspetti specifici. Questa struttura aumenta l'autorevolezza del sito e migliora il traffico su tutti i contenuti del cluster.
Analisi backlink e link building strategico
Il profilo dei backlink del vostro sito rappresenta un indice di fiducia da parte del web verso i vostri contenuti. Mentre i link di qualità favoriscono il ranking, quelli tossici possono causare penalizzazioni - è fondamentale trovare il giusto equilibrio per evitare filtri algoritmici.

Identificare link tossici e utilizzare il Disavow Tool
Esamina accuratamente il tuo profilo backlink utilizzando strumenti come Ahrefs, Moz o SEMrush, individuando gli URL provenienti da fonti sospette come siti spam, PBN o directory di bassa qualità con anchor text eccessivamente ottimizzate. Trascurare questi segnali rappresenta uno degli errori comuni nell'audit SEO più frequenti.
- Indicatori di tossicità: link presenti in footer o sidebar con numerosi outbound, domini con DA inferiore a 10, ripetizione eccessiva di keyword negli anchor text e collegamenti da siti stranieri non pertinenti al vostro settore.
- Come usare il Disavow Tool: prepara un file.txt con l'elenco dei domini problematici (formato domain:sitospam.com) o URL specifici, quindi caricalo su Google Search Console, limitando l'operazione ai soli link chiaramente manipolativi.
- Attenzione nelle rimozioni: eliminare link di qualità può danneggiare il posizionamento; utilizza il disavow esclusivamente per pattern di spam evidenti o precedenti campagne black-hat.
Lo strumento Disavow va impiegato con estrema cautela, poiché Google oggi ignora gran parte dei link spam. La rimozione inconsulta di collegamenti naturali potrebbe rivelarsi più dannosa per il ranking di una potenziale penalizzazione.
Costruire un profilo backlink naturale ed equilibrato
Sviluppa una strategia di link building efficace concentrandoti su guest post su blog autorevoli, collaborazioni con influencer, comunicati stampa mirati e partnership che generino backlink pertinenti. Un profilo solido dovrebbe presentare un mix equilibrato di link dofollow e nofollow, privilegiando domini ad alta autorità e variando gli anchor text tra brand, URL nudi, termini generici e keyword mirate.
- Rapporto dofollow/nofollow: mantieni una distribuzione bilanciata con il 60-70% di link dofollow e il 30-40% nofollow per apparire naturali.
- Qualità dei domini: punta su siti con Domain Authority o Domain Rating superiore a 40 per trasferire efficacemente il PageRank al tuo sito.
- Varietà negli anchor text: limita le keyword esatte al 5-10%, utilizza il brand o URL nudi per il 40-50% e varianti generiche per il rimanente 30-40%.
La crescita dei backlink deve apparire graduale e naturale: un aumento improvviso da 10 a 500 link in poche settimane attira l'attenzione di Google e della Search Console. Privilegia un incremento costante, coerente con la pubblicazione di contenuti di valore e citazioni spontanee da siti del tuo settore.
Evitare gli errori comuni nella gestione dei link
Non focalizzarti sulla quantità a discapito della qualità: cento link da directory spam non valgono quanto cinque collegamenti contestuali da fonti autorevoli. Evita pacchetti di link automatizzati acquistati su marketplace di dubbia reputazione, poiché lasciano tracce facilmente identificabili dagli algoritmi di Google.
Monitora regolarmente i nuovi backlink, verificando che non provengano da schemi manipolativi o da tentativi di negative SEO da parte dei competitor. Utilizza strumenti come Ahrefs per individuare link rotti: ripristina le pagine mancanti o imposta redirect 301 verso contenuti equivalenti per preservare l'autorevolezza acquisita.
Monitoraggio performance e ottimizzazione Core Web Vitals
Le prestazioni tecniche del sito influenzano direttamente il ranking, le conversioni e l'esperienza utente. Google utilizza i Core Web Vitals come fattore di posizionamento, mentre gli utenti abbandonano rapidamente le pagine che si caricano troppo lentamente.
Misurare e migliorare LCP, FID e CLS del sito
Durante l'audit SEO è essenziale analizzare i Core Web Vitals attraverso strumenti come PageSpeed Insights, la sezione "Esperienza" di Google Search Console o Chrome DevTools. Per garantire un'esperienza ottimale, mantieni questi valori: LCP inferiore a 2,5 secondi, FID sotto i 100 ms e CLS minore di 0,1.
- Ottimizzare il LCP: riduci il peso dell'immagine principale, attiva il lazy loading per gli elementi below-the-fold, utilizza una CDN e imposta il preload per le risorse critiche.
- Migliorare il FID: riduci al minimo il JavaScript di terze parti, posticipa i script non essenziali con defer/async ed elimina le librerie superflue.
- Stabilizzare il CLS: definisci dimensioni fisse per immagini e video, riserva spazio per gli annunci ed evita l'inserimento dinamico di elementi above-the-fold.
- Monitoraggio costante: configura alert in Search Console per variazioni negative e testa ogni aggiornamento con Lighthouse CI.
Verifica la mobile compatibility con il test Mobile-Friendly di Google, controllando il layout shift, la dimensione dei tap target (minimo 48px), la leggibilità del testo e l'adattamento del contenuto allo schermo. Esegui test su dispositivi reali iOS e Android, non limitarti agli emulatori desktop.
Considerando che Google adotta l'indicizzazione mobile-first, la versione mobile del sito determina il ranking: trascurare questa ottimizzazione significa sprecare importanti opportunità.
Ottimizzare immagini, CDN e risorse di rendering
Primo step: riduci il peso delle immagini con strumenti come TinyPNG o Squoosh, convertile in formati moderni (WEBP/AVIF) e adattale alle dimensioni effettive di visualizzazione. Spesso sono proprio le immagini a rallentare il caricamento delle pagine.
- Implementa una CDN: servizi come Cloudflare, KeyCDN o Amazon CloudFront distribuiscono i contenuti statici da server vicini, riducendo il tempo di risposta.
- Configura la cache browser: utilizza gli header Cache-Control ed Expires per evitare download ripetuti delle stesse risorse.
- Minifica le risorse: elimina spazi bianchi e commenti da CSS/JS e rimuovi il CSS inutilizzato con PurgeCSS.
- Inserisci il Critical CSS inline: carica nello HTML lo stile essenziale e posticipa il resto dei fogli di stile.
Attiva il lazy loading per immagini e iframe, caricandoli solo quando diventano visibili. Questa tecnica riduce il peso iniziale della pagina, migliora il LCP e ottimizza la percezione della velocità.
Creare report e roadmap operativa post-audit
Dopo aver eseguito un audit SEO, genera un report dettagliato in PDF che includa: errori tecnici (404, redirect, canonical), suggerimenti on-page (title, meta, heading), prestazioni (Core Web Vitals, velocità), contenuti duplicati o scarsi e analisi dei backlink (tossici vs opportunità). Assegna a ogni problema una priorità (alta/media/bassa) in base all'impatto sull'indicizzazione.
Crea una roadmap con tempistiche precise: risolvi gli errori critici entro 7 giorni (problemi di indicizzazione, link rotti, sicurezza), ottimizza title e meta duplicati entro 2 settimane e riorganizza la struttura informativa entro un mese. Monitora i progressi con un foglio condiviso, così il team può analizzare lo stato dei lavori rapidamente.