2026 M02 16

Hreflang: come configurare correttamente il tag per siti multilingua

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Gestire un sito in diverse lingue è un po'come cercare di orientarsi con una mappa poco chiara: senza le giuste indicazioni, Google fatica a capire quale versione mostrare agli utenti. Questa guida ti aiuterà a configurare correttamente il codice lingua e l'attributo hreflang, evitando gli errori più comuni.

Imparerai a gestire i siti multilingua in modo efficace, superando quegli ostacoli tecnici che spesso intralciano il posizionamento internazionale. In questo modo, potrai concretamente aumentare la tua visibilità in tutti i mercati in cui operi.

Cos'è hreflang e quando utilizzarlo

Il tag hreflang è uno strumento essenziale per chi gestisce un sito multilingua o multi-regionale. Comunica ai motori di ricerca quale versione linguistica di una pagina mostrare, basandosi sulla posizione geografica o sulla lingua preferita dell'utente.

Struttura di collegamento hreflang tra versioni multilingua

Definizione tecnica del tag hreflang

Tecnicamente, il tag hreflang è un elemento HTML che va inserito nell'intestazione (head) della tua pagina web. La sintassi corretta da usare è <link rel="alternate" hreflang="xx" href="URL" />, dove "xx" rappresenta il codice lingua secondo lo standard ISO 639-1. È fondamentale utilizzare i tag hreflang puntando sempre a un link assoluto e completo, che includa il protocollo https://.

Se devi specificare anche il paese, puoi aggiungere il codice regione ISO 3166-1, formando combinazioni come "en-us" o "it-ch". È importante non confondere questo elemento con altri markup SEO, poiché il suo scopo specifico è gestire le versioni alternative della stessa pagina in diverse lingue.

Mentre il tag canonical definisce la versione principale di una pagina, il tag hreflang informa i motori di ricerca dell'esistenza di varianti equivalenti in altre lingue. Questa differenza è cruciale per evitare conflitti e garantire che il posizionamento del tuo sito multilingua funzioni correttamente.

Quando è necessario implementare hreflang

Utilizzare i tag hreflang diventa indispensabile quando il tuo sito propone contenuti duplicati tradotti in diverse lingue o destinati a diverse aree geografiche. Se, ad esempio, vendi prodotti in Italia, Germania e Spagna, questo tag aiuta Google a mostrare all'utente italiano la versione italiana e a quello tedesco la pagina in tedesco. L'uso dei codici lingua ISO garantisce che il markup sia valido e interpretato correttamente.

  • Siti con sottocartelle linguistiche: Se la struttura del tuo sito utilizza percorsi come example.com/it/ o example.com/en/, ogni pagina deve contenere i tag hreflang che collegano tutte le versioni disponibili.
  • Sottodomini per lingua: Per siti con domini come it.example.com o de.example.com, il tag hreflang è necessario per creare collegamenti bidirezionali tra le varianti.
  • Domini multipli per mercato: Gestendo domini come example.it e example.de, l'hreflang segnala a Google che si tratta di varianti della stessa pagina e non di contenuti duplicati.
  • Versioni regionali della stessa lingua: Per distinguere en-us (inglese USA) da en-gb (inglese Regno Unito), è fondamentale implementare questo attributo, anche con minime variazioni locali.

Trascurare l'hreflang quando necessario espone i siti al rischio di penalizzazioni per contenuti duplicati, riducendo drasticamente la visibilità sui mercati internazionali. Google potrebbe infatti indicizzare la versione sbagliata o escludere dai risultati locali alcune varianti importanti.

Differenza tra hreflang e tag canonical

Anche se talvolta vengono confusi, hreflang e canonical hanno scopi ben distinti. Il tag canonical identifica la versione "principale" o preferita tra pagine molto simili, mentre l'hreflang comunica al motore di ricerca che diverse pagine in diverse lingue sono equivalenti e non duplicati.

La regola d'oro è che il tag canonical di una pagina italiana deve puntare al proprio URL italiano, e mai alla sua versione tedesca. Combinare questi due elementi significa che il canonical si riferisce sempre alla stessa lingua della pagina, mentre il link rel="alternate" con hreflang elenca tutte le altre opzioni. È importante non mescolarli nello stesso elemento, ma inserirli sempre come tag separati.

Come implementare hreflang: metodi e sintassi

Esistono tre metodi principali per implementare l'attributo hreflang sul tuo sito: tramite il codice HTML, la sitemap XML oppure gli header HTTP. La scelta del metodo più adatto dipende dalla struttura del tuo sito e dal numero di pagine da gestire in diverse lingue. L'obiettivo è selezionare l'approccio che meglio si allinea con il tuo CMS e con l'architettura tecnica del sito.

Inserimento hreflang in HTML head

L'implementazione hreflang direttamente nel codice HTML è la soluzione più comune per siti di dimensioni piccole o medie. Consiste nell'aggiungere i tag <link rel="alternate" hreflang="xx" href="URL" /> all'interno della sezione <head> di ogni pagina. Ogni tag deve includere tutte le versioni alternative disponibili, specificando anche un collegamento alla pagina stessa.

Prendiamo un esempio: per una pagina in italiano, sarà necessario inserire riferimenti per la versione tedesca, quella inglese e il valore x-default. Questo approccio è molto diretto e semplice da verificare: basta controllare il codice sorgente della pagina per assicurarsi che l'implementazione hreflang sia corretta. Tuttavia, per un e-commerce con centinaia di prodotti, la gestione manuale di ogni variazione può risultare eccessivamente laboriosa.

Fortunatamente, piattaforme come WordPress con plugin come Yoast SEO, o WooCommerce in abbinamento a WPML, semplificano notevolmente il processo. Questi strumenti generano automaticamente i tag hreflang in base alla struttura del sito, riducendo drasticamente il rischio di errori manuali.

Configurazione hreflang nella sitemap XML

Per siti molto grandi e complessi, l'utilizzo della sitemap XML risulta essere un'opzione più efficiente e scalabile. In questo caso, si utilizza il tag <xhtml:link rel="alternate" hreflang="xx" href="URL"/> all'interno di ogni elemento <url>. È fondamentale ricordarsi di aggiungere il namespace obbligatorio all'inizio del file, all'interno del tag <urlset>.

Quando si carica una sitemap con questa configurazione hreflang, Google interpreta immediatamente le relazioni tra le diverse pagine durante la scansione. Questa tecnica è particolarmente utile per cataloghi e-commerce che comprendono migliaia di articoli tradotti in molteplici lingue. Ricorda sempre di assicurarti che ogni URL nella sitemap elenchi tutte le versioni alternative, rispettando così il principio di reciprocità.

MetodoIdeale perVantaggio principaleSvantaggio
HTML headSiti piccoli-medi (<1000 pagine)Facile da implementare e debuggareLaborioso se molte pagine
Sitemap XMLSiti grandi (1000+ pagine)Gestione centralizzata e scalabileRichiede configurazione iniziale più complessa
Header HTTPFile non-HTML (PDF, CSV)Funziona dove HTML non è possibileRichiede accesso al server/configurazione Apache/Nginx

Implementazione via header HTTP

Se devi gestire contenuti non-HTML, come file PDF o fogli di calcolo, l'unica strada percorribile è configurare hreflang tramite gli header HTTP. La sintassi corretta prevede l'uso di comandi specifici come "Link", che richiedono l'accesso diretto ai file di configurazione del server. Sebbene questo metodo sia meno diffuso, è essenziale quando non è possibile inserire codice HTML direttamente nel documento.

Questa implementazione hreflang è particolarmente preziosa per distribuire documenti tecnici o cataloghi PDF in diverse lingue su mercati internazionali. Accertati sempre che l'URL inserito nell'header sia assoluto e completo, evitando di includere parametri di tracciamento o reindirizzamenti a catena.

Indipendentemente dal metodo di implementazione scelto, evita di mescolare approcci diversi per la stessa pagina, a meno che non siano identici. Se decidi di utilizzare sia l'HTML che la sitemap, assicurati che i tag hreflang coincidano perfettamente per non inviare segnali confusi a Google.

Errori comuni hreflang da evitare

Per una configurazione impeccabile del markup hreflang è indispensabile prestare molta attenzione ai dettagli tecnici. Persino piccole sviste possono pregiudicare l'efficacia della tua strategia SEO globale. Scopriamo insieme le best practice da seguire e gli errori da evitare assolutamente.

Problemi di reciprocità e self-referencing

L'errore più grave riguarda la mancanza di reciprocità nei link tra le diverse versioni di una pagina. Se una pagina in italiano rimanda a quella tedesca con un tag hreflang, quest'ultima deve a sua volta puntare a quella italiana. Senza questo scambio reciproco, i motori di ricerca ignoreranno le istruzioni per entrambe le risorse.

  • Self-referencing mancante: Ogni risorsa deve includere un tag che punti a se stessa; ad esempio, la versione italiana deve avere un hreflang="it" con il proprio URL.
  • Set incompleti di versioni: Se il tuo sito supporta italiano, tedesco e inglese, assicurati che tutte e tre le lingue siano elencate in ogni pagina del gruppo.
  • X-default non reciproco: Quando usi l'attributo x-default per le pagine di fallback, controlla che anch'esso includa un riferimento a se stesso per funzionare correttamente.

Per verificare la reciprocità, puoi ispezionare il codice sorgente di un URL ed elencare tutti i tag hreflang. Poi, visita manualmente le altre versioni linguistiche collegate per assicurarti che rimandino alla pagina di origine. Sebbene possa risultare un po'noioso, questo controllo manuale è essenziale per prevenire problemi.

Errori nei codici lingua e URL

Un attento audit SEO internazionale rivela spesso imprecisioni nei codici di lingua o negli indirizzi utilizzati. Questi errori, per quanto possano sembrare minori, impediscono a Google di servire la versione corretta a ogni utente. Se il codice non è valido, l'intero markup viene scartato come inesistente.

  • Formato ISO non conforme: Utilizza sempre il trattino, non l'underscore, per separare la lingua dalla regione (ad esempio, "en-us" è corretto, "en_uk" è errato). Ricorda di usare codici ufficiali, come "en-gb" per l'inglese britannico.
  • URL non canonici o con redirect: I link inseriti non devono mai portare a pagine che reindirizzano (301 o 302) altrove. Il tag deve puntare direttamente all'URL finale e canonico di quella specifica risorsa.
  • Parametri UTM e query string: Evita di includere parametri di tracciamento o di sessione negli URL specificati nel tag. Google potrebbe interpretarli come versioni duplicate o diverse della stessa pagina.
  • URL relativi invece di assoluti: Specifica sempre il percorso completo, incluso il protocollo HTTPS, evitando percorsi relativi parziali.

Un'altra disattenzione comune è dimenticare il protocollo giusto, ad esempio usando "http://" su un sito che invece utilizza "https://". Questa incongruenza fa sì che i motori di ricerca trattino gli URL come entità separate. Per sicurezza, copia e incolla sempre gli indirizzi direttamente dalla barra del browser per inserirli correttamente.

Gestione hreflang per domini e lingue multiple

Molti e-commerce operano su diversi mercati internazionali adottando strategie articolate: alcuni scelgono sottodomini per separare le lingue, altri utilizzano sottocartelle, mentre altri ancora preferiscono domini completamente distinti, come.it,.de o.com. Ognuno di questi scenari richiede una specifica configurazione hreflang, che presenta lievi ma cruciali differenze.

Architetture di sito multilingua con hreflang

Configurare hreflang tra domini diversi

Quando si lavora con domini separati per ogni mercato—una scelta comune in Europa, dove domini come example.it, example.de ed example.es operano come entità indipendenti—la gestione di domini multipli diventa un elemento critico. È fondamentale che ogni dominio contenga riferimenti hreflang che puntino a tutte le altre versioni. Se il tuo sito principale è example.com, ma gestisci anche varianti locali, ogni sua pagina deve includere tag hreflang completi che indichino le corrispondenti versioni sugli altri domini.

  • Sitemap consolidata: Genera una singola sitemap XML che elenchi gli URL di tutti i domini coinvolti. Ogni voce deve includere attributi che rimandano alle versioni sugli altri domini, creando un hub centralizzato per le relazioni tra lingue.
  • X-default coerente: Assicurati di assegnare il valore x-default sempre alla stessa pagina o dominio, che tipicamente è la homepage principale di example.com. Questo elemento funge da risorsa di fallback per gli utenti provenienti da paesi non specificamente targettati.
  • Namespace XHTML corretto: Ricorda di dichiarare l'namespace xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" alla radice della sitemap. Senza questa dichiarazione, i motori di ricerca come Google non riescono a interpretare i tag hreflang inseriti.
  • Reciprocità tra domini: Se su example.de è presente un hreflang che punta a example.it, allora example.it deve avere a sua volta un hreflang che rimandi a example.de. La mancanza di questa reciprocità provoca lo stesso danno tecnico che si verifica tra singole pagine.

Per gli e-commerce con un alto volume di traffico, come quelli che monitoriamo in Sedestral, questa complessità si gestisce al meglio con audit regolari tramite la Search Console. Verifica che ogni dominio sia impostato correttamente nella sezione "Targeting internazionale" per evitare avvisi relativi a markup errati o link reciproci mancanti.

Versioni regionali nella stessa lingua

Un aspetto spesso trascurato, ma molto frequente, riguarda la gestione di versioni regionali del sito per lo stesso paese o macroregione. Pensa a chi vende sia in en-us (inglese USA) che in en-gb (inglese UK), con differenze su valuta e terminologia. Lo stesso vale per il confronto tra fr-ca (francese Canada) e fr-fr (francese Francia): in questi casi, l'hreflang deve specificare sia la lingua che il paese.

Utilizza sempre il formato completo, come "en-us" o "fr-ca", ed evita di abbreviare in "en" o "fr" se possiedi versioni regionali distinte. In caso contrario, i motori di ricerca potrebbero mostrare la pagina sbagliata agli utenti. Questo dettaglio è cruciale per qualsiasi sito multilingua internazionale, dove la percezione del prezzo e la localizzazione influenzano direttamente le decisioni d'acquisto.

Integrazione con canonical e x-default

I tag canonical e hreflang operano su piani diversi, ma è essenziale coordinarli con attenzione. Su una pagina di categoria in italiano, il canonical deve puntare esattamente allo stesso URL italiano. Allo stesso tempo, i tag hreflang devono elencare tutte le lingue alternate disponibili per quella risorsa.

Non bisogna mai mescolare rel="canonical" e rel="alternate" nello stesso elemento; è necessario creare sempre due tag distinti. Il valore x-default indica la pagina di fallback per gli utenti che non trovano una corrispondenza linguistica precisa. Se offri versioni in italiano, tedesco e inglese, l'x-default dovrebbe puntare alla homepage principale o a una pagina di selezione della lingua.

Questo accorgimento evita di servire la versione italiana a un utente spagnolo quando non esiste una traduzione specifica per lui. Non dimenticare di usare x-default quando necessario; la sua assenza può disorientare i motori di ricerca su quale versione mostrare agli utenti di paesi non previsti.

Strumenti per verificare e monitorare hreflang

Implementare l'attributo hreflang è solo il primo passo; è altrettanto cruciale verificare che tutto funzioni correttamente. Fortunatamente, esistono strumenti specifici progettati per controllare la sintassi, la reciprocità e la precisione del markup. Effettuare un audit regolare aiuta a prevenire problemi prima che possano danneggiare il posizionamento del tuo sito.

Validator e tool di controllo hreflang

Molti strumenti di verifica hreflang sono disponibili online e possono essere utilizzati gratuitamente per un controllo rapido. Basta inserire l'URL della tua pagina per ricevere immediatamente un report dettagliato su tutti i tag rilevati e su eventuali errori. Questi tool analizzano direttamente il codice HTML della pagina, validando ogni singolo tag rispetto agli standard ISO.

  • SISTRIX hreflang validator: Considerato tra i più affidabili, ti basta inserire l'URL per ottenere un report completo sui tag hreflang. Evidenzia chiaramente i codici validi, quelli errati e i link mancanti tra le varie versioni.
  • Dentsu Hreflang Tags Testing Tool: Questo strumento controlla sintassi e reciprocità, offrendo una visione chiara di come Google interpreta la tua configurazione. È molto utile per assicurarsi che la catena di link tra le pagine sia completa.
  • Estensione Chrome "Hreflang Tag Checker": Si installa direttamente nel browser per un utilizzo immediato durante la navigazione. Quando visiti una pagina, l'estensione mostra tutti i tag hreflang presenti, utilizzando colori diversi per indicare la validità della sintassi.
  • Google Search Console > International Targeting: Questa sezione dedicata segnala markup errato, codici lingua non validi e l'assenza di link reciproci. È fondamentale controllare questa sezione regolarmente per individuare URL che non rispondono correttamente.

Ti consigliamo di eseguire questi controlli ogni volta che apporti una modifica significativa al tuo sito. Se aggiungi una nuova lingua, cambi dominio o riorganizzi la struttura degli URL, procedi subito con un audit. Correggere un errore in poche ore è decisamente meglio che lasciarlo persistere, rischiando di compromettere il ranking per mesi.

Monitoraggio con Search Console e analytics

Google Search Console rappresenta lo strumento ufficiale per monitorare l'indicizzazione ed è il miglior indicatore dell'interpretazione del tuo hreflang. La sezione "International Targeting" ti mostra con precisione quali errori i motori di ricerca riscontrano nel tuo markup. Qui puoi vedere subito se manca un tag, se un link non è reciproco o se un codice lingua non è valido.

Per avere un quadro completo, è utile affiancare il monitoraggio delle posizioni internazionali tramite piattaforme SEO come Semrush. Questo ti permette di seguire il posizionamento della versione italiana su google.it e di quella tedesca su google.de. Se la versione italiana perde visibilità nonostante l'attributo hreflang, potrebbe esserci un problema di reciprocità o un'errata interpretazione del markup.

I meta tag HTML consentono di specificare la lingua di una pagina, fornendo informazioni essenziali ai motori di ricerca quando si deve implementare l'attributo hreflang. Usando correttamente il codice ISO per lingua e regione, è possibile configurare hreflang per segnalare le diverse versioni localizzate del sito. Questo passaggio migliora l'indicizzazione internazionale ed evita i più comuni errori di configurazione.

Domande frequenti

Come si inserisce il tag hreflang nel codice HTML?

Per inserire correttamente il tag hreflang, devi accedere al codice HTML della tua pagina e individuare la sezione <head>. Prima della chiusura di questa sezione, aggiungi i tag necessari utilizzando la sintassi <link rel="alternate" hreflang="xx" href="URL" />. Ad esempio, se gestisci un sito in italiano con versioni in tedesco e inglese, dovrai inserire tre tag specifici.

Nello specifico, utilizzerai un tag con hreflang="it" per l'URL italiano, uno con "de" per quello tedesco e uno con "en-us" per l'inglese. È fondamentale includere anche un tag con x-default come soluzione di fallback per ogni altra lingua o regione non specificata. Se utilizzi WordPress con Yoast SEO, la creazione di questi tag hreflang è spesso automatizzata, basandosi sulla struttura del sito dopo aver configurato le lingue nelle impostazioni.

Quali sono gli errori più comuni nella configurazione hreflang?

Uno degli errori più frequenti è la mancanza di reciprocità: se la pagina A punta alla B, ma la B non rimanda alla A, Google ignorerà l'intera configurazione hreflang. Un altro problema comune riguarda l'uso di codici lingua non conformi allo standard ISO, come scrivere "en_uk" invece del corretto "en-gb". Inoltre, è essenziale evitare URL relativi, redirect o parametri UTM all'interno del codice.

Per usare hreflang correttamente, ti consiglio di inserire alcuni controlli nella tua checklist prima della pubblicazione. Verifica sempre che ogni pagina includa un riferimento a se stessa (self-referencing) e che i collegamenti tra le diverse versioni linguistiche siano reciproci. Assicurati infine che tutti gli URL inseriti siano assoluti, puliti e privi di parametri superflui.

Meglio usare hreflang in HTML o nella sitemap XML?

Per siti di piccole dimensioni, generalmente sotto le 1.000 pagine, l'inserimento nell'head del codice HTML è la scelta più semplice e facile da controllare. Al contrario, per portali molto grandi o con cataloghi estesi, gestire tutto tramite la sitemap XML risulta molto più scalabile ed efficiente. Questo approccio ti permette di centralizzare la configurazione in un unico file, invece di disperderla su centinaia di pagine diverse.

Se il tuo sito si basa su CMS moderni come WordPress o PrestaShop, spesso i plugin generano automaticamente il tag hreflang necessario. In questi casi, è meglio seguire le raccomandazioni specifiche del plugin, che solitamente prediligono l'head per i blog e la sitemap per gli e-commerce. Ricorda di non utilizzare mai entrambi i metodi contemporaneamente per evitare conflitti: scegli un approccio e mantienilo coerente.

Articolo di
Thomas Ferret
Esperto SEO e Marketing
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