Un audit SEO mobile non è più un optional, ma una necessità imprescindibile che non puoi permetterti di trascurare. Se gestisci un e-commerce o un sito web, sai bene che ormai la maggior parte del traffico proviene da dispositivi mobili. La nostra mobile SEO checklist ti guiderà attraverso ogni verifica essenziale, semplificando una procedura che spesso può sembrare complessa.
Come verificare se il sito è mobile-friendly
Iniziamo dalle basi: capire se il tuo sito funziona davvero bene sugli schermi degli smartphone. Non basta aprirlo dal telefono e constatare che "si vede"; Google ha standard molto precisi da rispettare. Una corretta checklist SEO mobile inizia con una verifica della responsività tramite il Mobile-Friendly Test di Google, controllando che testi, pulsanti e immagini siano leggibili e facili da toccare, che il viewport sia configurato correttamente e che le dimensioni dei caratteri siano adeguate. Successivamente, si analizzano le performance su dispositivi mobili, inclusi i Core Web Vitals, il tempo di caricamento, LCP e CLS, e si verifica la presenza di elementi che causano spostamenti del layout o blocchi di rendering, assicurando così che gli utenti mobile e i crawler possano accedere ai contenuti in modo rapido e senza intoppi.

Test compatibilità con strumenti Google
Il Google Mobile-Friendly Test è senza dubbio lo strumento più diretto per controllare la compatibilità mobile del tuo sito. Inserendo l'URL, riceverai un responso immediato che ti indicherà se la pagina è ottimizzata. In caso di esito negativo, Google elencherà le correzioni necessarie, come ingrandire i testi o distanziare meglio gli elementi cliccabili.
Oltre a questo test, utilizza PageSpeed Insights per avere una visione completa sulla velocità del sito e sulle metriche di performance. Un punteggio inferiore a 50 indica problemi seri, mentre un valore tra 50 e 89 segnala margini di miglioramento. L'obiettivo ideale è superare il 90, ma ricorda che l'ottimizzazione è un processo continuo.
- Google Mobile-Friendly Test: rileva errori critici di compatibilità mobile, come viewport assenti, zoom forzato o testi illeggibili.
- PageSpeed Insights: valuta la velocità del sito sia su mobile che desktop, offrendo punteggi e consigli pratici.
- Lighthouse (integrato in Chrome DevTools): esegue un audit completo su accessibilità, SEO e performance, generando report dettagliati anche offline.
- Google Search Console report Mobile Usability: tiene traccia degli errori di usabilità che Googlebot incontra scansionando il sito da smartphone.
Risolvi prontamente ogni errore evidenziato dagli strumenti, specialmente quelli relativi alla dimensione degli elementi interattivi. Se un pulsante è troppo piccolo o il testo è difficile da leggere, l'esperienza utente ne risentirà drasticamente. Questi aspetti non sono semplici dettagli estetici, ma rappresentano le vere fondamenta della tua strategia di SEO mobile.
Controllo viewport e dimensioni elementi touch
Il meta viewport è fondamentale perché istruisce il browser su come adattare la pagina alle dimensioni dello schermo del dispositivo. Senza questa riga di codice, gli smartphone mostreranno il sito come se fosse su desktop, obbligando l'utente a zoomare continuamente. Assicurati che nel codice sia presente il tag corretto per garantire una piena compatibilità mobile.
Successivamente, fai un check accurato sulle dimensioni dei "touch target", ovvero pulsanti, link e campi dei moduli. Devono essere abbastanza grandi, almeno 48px, per consentire un tocco preciso senza frustrare l'utente. Mantieni anche uno spazio adeguato tra gli elementi interattivi per evitare click accidentali sul pulsante sbagliato.
Non dimenticare di verificare che le immagini siano responsive, utilizzando le regole CSS appropriate per adattarle alla larghezza dello schermo. È importante specificare sempre larghezza e altezza per evitare fastidiosi spostamenti del layout durante il caricamento. Questi accorgimenti tecnici migliorano notevolmente la stabilità visiva della pagina.
Verifica rendering su dispositivi reali
Per una simulazione accurata, Chrome DevTools è il tuo alleato migliore durante l'audit. Attiva la barra dei dispositivi e seleziona vari modelli di smartphone per testare la resa visiva del sito. Passa dalla modalità verticale a quella orizzontale per assicurarti che il layout si adatti fluidamente senza problemi.
Tuttavia, non limitarti ai simulatori: prendi in mano veri dispositivi iOS e Android per un test in condizioni reali. Prova a navigare simulando reti lente, come il 3G, per vedere come si comporta la velocità del sito. Se il caricamento supera i tre secondi, è necessario intervenire subito per ottimizzare le performance.
Audit velocità e Core Web Vitals mobile
Essere rapidi non è solo una scelta, ma un vero e proprio fattore di posizionamento per Google. Su dispositivi mobili, dove le connessioni possono essere meno stabili, la velocità assume un'importanza ancora maggiore. Un audit approfondito in ottica SEO mobile deve necessariamente includere un'analisi dettagliata dei Core Web Vitals.
Misurazione metriche LCP, FID e CLS
I Web Vitals rappresentano tre indicatori fondamentali che Google utilizza per giudicare l'esperienza utente su ogni pagina. Il Largest Contentful Paint (LCP) mostra quando l'elemento principale della pagina diventa visibile e dovrebbe rimanere al di sotto dei 2,5 secondi. Il First Input Delay (FID) calcola il ritardo di risposta al primo input dell'utente, che non deve superare i 100 millisecondi. Il Cumulative Layout Shift (CLS), infine, misura la stabilità visiva della pagina e deve essere inferiore a 0,1 per non creare frustrazione in chi naviga.
Per analizzare i dati provenienti da dispositivi reali, filtra i risultati su PageSpeed Insights e nella Google Search Console selezionando specificamente l'opzione "Mobile". È importante non fare affidamento sulle statistiche aggregate dal desktop, perché la page speed mobile segue dinamiche completamente diverse. Valori come un LCP di 3,2 secondi o un CLS di 0,15 sono segnali chiari che è necessario intervenire immediatamente per migliorare la velocità del sito.
| Metrica | Target | Tolleranza | Problematico |
| LCP (Largest Contentful Paint) | < 2,5 secondi | 2,5–4 secondi | > 4 secondi |
| FID (First Input Delay) | < 100 millisecondi | 100–300 ms | > 300 ms |
| CLS (Cumulative Layout Shift) | < 0,1 | 0,1–0,25 | > 0,25 |
Spesso i problemi di prestazioni sono causati da un'immagine hero troppo pesante che rallenta il caricamento. Per ottimizzare i Core Web Vitals mobile, è consigliabile sostituire i file JPEG pesanti con formati più leggeri come il WebP e attivare il lazy loading. Un'altra strategia efficace consiste nell'utilizzare il preload per caricare immediatamente i contenuti prioritari.
Ottimizzazione immagini e compressione risorse
Le immagini non ottimizzate sono frequentemente la causa principale della lentezza di molti siti web. Per migliorare davvero la velocità, è fondamentale comprimere i file in modo aggressivo e adottare formati moderni. Convertire JPEG e PNG in WebP o AVIF permette di ridurre il peso del file mantenendo un'ottima qualità visiva. Scegli il tool di compressione che preferisci, come TinyPNG o Squoosh, e assicurati di processare tutte le immagini.
Per le immagini che non compaiono immediatamente a schermo, implementare il lazy loading è essenziale. Puoi usare l'attributo nativo HTML loading="lazy" o affidarti a librerie JavaScript specializzate come Lozad.js. In questo modo, il browser scarica meno dati all'inizio, riducendo in modo significativo il tempo totale di caricamento.
- Formati next-gen (WebP/AVIF): riducono il peso delle immagini fino al 70% rispetto ai formati tradizionali, senza alcuna perdita di qualità percepibile.
- Lazy loading: carica risorse come immagini e iframe solo quando l'utente scorre fino a loro, migliorando il LCP e risparmiando banda.
- Responsive images con srcset: fornisce l'immagine della dimensione più adatta per ogni schermo, evitando di sprecare dati sugli smartphone.
- Compressione GZIP/Brotli: riduce le dimensioni di HTML, CSS e JavaScript sul server fino all'80% durante il trasferimento.
Minifica i file CSS e JavaScript rimuovendo spazi superflui e commenti attraverso strumenti come UglifyJS o CSSNano. Estrai il CSS critico per i contenuti immediatamente visibili e inseriscilo in linea per velocizzare il rendering iniziale. Il resto del codice può essere caricato in un secondo momento in modo asincrono, per non bloccare la visualizzazione della pagina.
Riduzione JavaScript e CSS bloccanti
Gli script di terze parti che bloccano il rendering possono aggiungere ritardi significativi al caricamento complessivo. Mantenere un buon First Input Delay è impossibile se analytics e widget vengono caricati tutti in modo sincrono. Una gestione inefficace di queste risorse ha un impatto negativo sulle prestazioni generali del sito.
La strategia migliore consiste nel caricare nel tag head solo il codice strettamente necessario per il funzionamento immediato della pagina. Tutto il resto dovrebbe essere spostato in fondo al body utilizzando gli attributi defer o async. Valuta se i widget meno utilizzati possono essere caricati soltanto dopo un'interazione dell'utente, per preservare le prestazioni.
Check indicizzazione mobile first
Oggi Google dà priorità alla versione mobile dei siti web per l'indicizzazione, utilizzandola anche per valutare le versioni desktop. Se il tuo sito per dispositivi mobili appare incompleto o privo di elementi presenti nella versione desktop, potresti perdere posizionamenti preziosi nei risultati di ricerca. La logica del mobile first index è semplice: assicurati che la tua versione mobile offra esattamente gli stessi contenuti di quella desktop.

Verifica user agent e rendering Googlebot
Il motore di ricerca utilizza due agenti distinti per scansionare le tue risorse: Googlebot Desktop e Googlebot-Smartphone. Attraverso lo Strumento di ispezione URL in Google Search Console, puoi vedere esattamente come il bot percepisce ogni singola pagina. Ispeziona un URL strategico per confrontare il rendering mobile con quello desktop e identificare subito eventuali differenze.
Se noti contenuti mancanti, immagini diverse o link assenti, devi intervenire immediatamente per correggere questi errori. Gli strumenti di audit SEO automatizzati ti permettono di analizzare in pochi minuti oltre cento fattori on-page e tecnici, inclusi controlli fondamentali per la versione mobile: verifica della velocità di caricamento, Core Web Vitals, compatibilità con i dispositivi, struttura dei tag title, meta description e gerarchia degli heading, oltre all'individuazione di errori di crawlabilità, link interrotti e contenuti duplicati. Grazie a un punteggio di salute per ogni pagina, un audit SEO automatizzato ti consente di creare rapidamente una checklist SEO mobile, priorizzare le correzioni più importanti e monitorare costantemente l'ottimizzazione del sito per gli utenti mobile.
Accedi alla sezione "Copertura" o "Pagine" della Search Console per verificare che il crawler principale sia impostato su "Mobile". Se viene indicato ancora "Desktop", significa che stai operando con una configurazione obsoleta che necessita di un aggiornamento urgente. Controlla inoltre che non ci siano blocchi specifici causati dal file robots.txt o reindirizzamenti errati su URL vitali.
Sebbene strumenti come la Device Toolbar di Chrome siano utili, per un check affidabile è meglio usare l'Ispettore URL ufficiale. Solo lì potrai osservare come Google renderizza realmente la pagina sul server, elaborando il tuo codice CSS e JavaScript in tempo reale.
Gestione canonical, sitemap e redirect mobile
Se gestisci URL separate per i dispositivi mobili, come m.example.com, la corretta configurazione dei tag canonical diventa essenziale per l'indicizzazione mobile. La versione mobile deve avere un canonical autoreferenziale o puntare alla desktop, mentre quest'ultima deve segnalare l'alternativa mobile. Errori in questa fase possono confondere il motore di ricerca e generare fastidiosi duplicati nei risultati di ricerca.
Assicurati di caricare una sitemap XML completa che contenga tutte le URL rilevanti della tua versione mobile. Verifica periodicamente che ogni indirizzo risponda con un codice HTTP 200 ed evita catene di redirect inutili che sprecano risorse di scansione. Un reindirizzamento 301 pulito è corretto, ma percorsi complessi possono rallentare il crawl e impedire una corretta indicizzazione.
- Canonical corretto: imposta tag autoreferenziali per URL mobili uniche o punta alla versione desktop se usi parametri specifici.
- Sitemap XML mobile: includi tutte le risorse importanti, inviala a Google Search Console e mantienila aggiornata regolarmente.
- Redirect 301 puliti: gestisci i reindirizzamenti in modo diretto per evitare latenze che potrebbero ostacolare l'indicizzazione.
- robots.txt non bloccante: verifica che il file non impedisca l'accesso a script, stili o immagini essenziali per il rendering.
Monitora con costanza i rapporti di copertura nella Search Console, filtrando i dati specifici per i dispositivi mobili ogni settimana. Se riscontri errori 4xx o pagine escluse inaspettatamente, utilizza subito un tool di ispezione per diagnosticare il problema. Spesso la causa risiede in un canonical mal configurato, in errori di rendering o in blocchi non intenzionali nel robots.txt.
Monitoraggio traffico e posizioni su mobile
Un audit SEO mobile efficace non si conclude semplicemente con la correzione degli errori, ma richiede un monitoraggio continuo delle metriche principali per validare il lavoro svolto. È essenziale analizzare traffico, conversioni e posizionamenti, distinguendo chiaramente tra dispositivi mobile e desktop, per comprendere appieno le dinamiche di crescita del tuo sito.

Analisi performance mobile in Google Search Console
Accedendo a Google Search Console, puoi filtrare i risultati per "Dispositivo" e selezionare "Mobile" per visualizzare dati specifici come clic e impressioni. Confrontando queste metriche con quelle desktop, noterai spesso differenze significative nei posizionamenti e nel CTR, rendendo indispensabile un attento monitoraggio posizioni mobile.
Dovrai individuare le keyword principali che generano traffico da smartphone e analizzare quelle che, nonostante un buon ranking, ricevono pochi clic. Spesso, una pagina lenta o un meta tag poco accattivante sugli schermi più piccoli penalizzano le performance, quindi utilizza questi dati per definire le tue priorità di intervento.
Configurazione alert e report comparativi
Per una corretta analisi traffico mobile, configura avvisi su Google Analytics 4 che ti segnalino cali improvvisi di visite, ad esempio una flessione del 20%. Senza un sistema di controllo automatico, rischi di accorgerti troppo tardi di penalizzazioni o problemi tecnici, mentre un alert ti consente di reagire tempestivamente.
- Alert GA4 variazione traffico: attiva notifiche automatiche per cali superiori al 20% del traffico mobile, per identificare immediatamente eventuali anomalie.
- Filtri per tipo di ricerca: segmenta l'analisi distinguendo tra ricerche vocali, query locali e intenti transazionali tipici degli utenti in movimento.
- Cohort analysis: monitora nel tempo il comportamento degli utenti da smartphone per individuare pattern di fidelizzazione e tassi di abbandono specifici di questo canale.
Ogni mese, prepara un report che confronti le performance mobile con quelle desktop, analizzando parametri come la frequenza di rimbalzo e le conversioni. Se noti discrepanze significative, potresti scoprire che l'esperienza utente su telefono presenta delle carenze o che stai puntando su un target di keyword non ottimale.
Tracking posizioni keyword mobile vs desktop
Utilizzando un tool professionale di rank tracking, puoi osservare come le posizioni delle keyword varino notevolmente tra dispositivi diversi. Se una pagina domina nei risultati desktop ma scende su smartphone, il mobile first index potrebbe aver rilevato problemi di ottimizzazione specifici per i dispositivi mobili.
Per ottenere dati affidabili, non affidarti esclusivamente alle statistiche aggregate, ma sfrutta i filtri di Google Search Console per un'analisi dettagliata. Esaminando i dispositivi e la provenienza geografica, capirai meglio come ottimizzare per la SEO mobile locale o risolvere problemi di layout su schermi specifici.
Ottimizzazione SEO on-page per dispositivi mobile
Una pagina veloce e compatibile è essenziale, ma non basta se i dettagli vengono trascurati. Se un titolo diventa illeggibile su uno schermo piccolo o un modulo richiede troppi dati, rischi di perdere l'utente. Pertanto, l'ottimizzazione dei contenuti mobile rappresenta lo step fondamentale della tua checklist.
Title, meta description e heading per mobile
Su mobile, è importante che il tag title rimanga tra i 50 e i 60 caratteri per evitare di essere troncato nei risultati di ricerca. Posiziona la keyword principale all'inizio: ad esempio, "Scarpe da running | Nike" funziona meglio di "Nike | Scarpe da running". Anche una meta description chiara, di circa 150-160 caratteri, agisce come un biglietto da visita nella SERP. Se il testo è generico, nessuno si sentirà invogliato a cliccare.
Verifica che il tuo H1 sia unico, sia visibile senza bisogno di scorrere e descriva in modo chiaro il contenuto della pagina. Sia il motore di ricerca che l'utente devono capire l'argomento al primo sguardo. Utilizza gli H2 e H3 per suddividere il testo in sezioni brevi e digeribili, semplificando la lettura sui piccoli schermi, un pilastro della SEO on-page mobile.
Dati strutturati e local SEO mobile
Utilizza gli schema di schema.org in formato JSON-LD per elementi come Prodotti, LocalBusiness, FAQ e Breadcrumb. Controlla sempre la validità del markup utilizzando lo strumento di test di Google in modalità smartphone. I rich snippet possono migliorare significativamente il CTR nei risultati di ricerca mobile, dove ogni pixel di spazio è prezioso. Una buona ottimizzazione dei contenuti mobile passa inevitabilmente per un uso corretto di questi dati strutturati.
- Schema Product: Inserisci informazioni su offerte, prezzi e valutazioni per ottenere rich snippet visibili e accattivanti nella SERP mobile.
- Schema LocalBusiness: Assicurati che i dati NAP (Nome, Indirizzo, Telefono) siano consistenti e utilizza il markup Place con le coordinate geografiche corrette.
- Schema FAQ: Organizza le domande frequenti per aumentare le possibilità di apparire negli appositi snippet di Google.
- Breadcrumb: Facilita l'orientamento degli utenti all'interno del sito e migliora la visualizzazione del percorso di navigazione nei risultati.
Google fornisce una guida introduttiva alla SEO che spiega i principi fondamentali per rendere un sito correttamente indicizzabile. Copre dalle verifiche di indicizzazione e struttura degli URL, alla gestione dei contenuti duplicati, fino all’ottimizzazione di titoli, meta description e link, oltre a consigli su immagini, video e promozione; tutti questi aspetti sono alla base di un audit SEO, incluso quello per contenuti mobile trattato nella SEO starter guide.
Ottimizza i tuoi contenuti mobile per le ricerche vocali e locali, puntando su query conversazionali come "vicino a me". Inserisci keyword locali nei titoli e nel testo, e crea una pagina contatti completa con una mappa interattiva. Accertati che i numeri di telefono siano cliccabili, semplificando la vita a chi cerca un servizio immediato nella propria zona.
Form e conversioni ottimizzate per smartphone
Proporre un modulo con troppi campi da compilare su mobile è controproducente e spesso porta all'abbandono. Riduci le richieste allo stretto necessario o, se indispensabile, suddividi il processo in più passaggi chiari. L'uso dell'attributo autocomplete permette al browser di compilare automaticamente i dati comuni, facendo risparmiare tempo prezioso all'utente. Il pulsante di invio, infine, deve essere ben visibile e facile da premere con il dito.
Fornisci un feedback immediato durante la compilazione: se c'è un errore, segnalalo subito, senza aspettare che l'utente tenti l'invio. Questo approccio migliora notevolmente l'esperienza utente e il tasso di completamento. Una pagina rapida e un modulo di compilazione fluido sono elementi chiave della SEO mobile. Queste accortezze sono ciò che trasforma i semplici visitatori in contatti reali.