I Core Web Vitals sono un insieme di tre metriche fondamentali utilizzate da Google per valutare la qualità dell'esperienza utente su un sito web. Il Largest Contentful Paint (LCP) misura la velocità di caricamento, l'Interaction to Next Paint (INP) valuta la reattività, mentre il Cumulative Layout Shift (CLS) giudica la stabilità visiva. In questa guida scoprirai come ottimizzare i Core Web Vitals con strategie pratiche per ridurre i tempi di caricamento, limitare il layout shift e garantire una maggiore stabilità delle pagine.
Come misurare e monitorare i Core Web Vitals
Il primo passo per qualsiasi intervento è misurare i Core Web Vitals. Senza dati precisi, è impossibile sapere su quali aspetti intervenire. Per fortuna, Google mette a disposizione strumenti gratuiti che raccolgono e interpretano automaticamente queste informazioni.

Strumenti essenziali per l'audit Core Web Vitals
Un audit Core Web Vitals completo richiede l'uso combinato di diversi strumenti. PageSpeed Insights e Google Lighthouse analizzano singoli URL, restituendo i valori di LCP, INP e CLS in tempo reale. Scopri come ottimizzare i Core Web Vitals del tuo sito con un audit gratuito che identifica file troppo pesanti, script lenti e le cause del cumulative layout shift.
- PageSpeed Insights e Google Lighthouse: forniscono valori distinti per mobile e desktop, accompagnati da raccomandazioni concrete per ottimizzare.
- Google Search Console (sezione Core Web Vitals): classifica le pagine in Buone, Da migliorare o Scarse basandosi su dati d'uso reali.
- Chrome DevTools (scheda Performance): permette di simulare connessioni lente e dispositivi specifici, evidenziando i "long tasks" che compromettono le performance.
Per una verifica prestazioni sito web più approfondita, strumenti come WebPageTest e GTmetrix offrono dettagliate waterfall chart che mostrano ogni millisecondo di ritardo. Chrome DevTools, inoltre, aiuta a identificare i task che superano i 50ms e che possono peggiorare l'INP, isolando così lo script responsabile.
Valori ottimali e soglie critiche da rispettare
Google ha definito parametri precisi per ogni metrica. Rispettarli significa offrire una buona esperienza utente e proteggere la propria autorità SEO nei risultati di ricerca.
| Metrica | Valore ottimale | Situazione critica | Cosa misura |
| LCP (Largest Contentful Paint) | < 2,5 s | > 4 s | Velocità di caricamento dell’elemento principale |
| INP (Interaction to Next Paint) | < 200 ms | > 500 ms | Reattività agli input utente |
| CLS (Cumulative Layout Shift) | < 0,1 | > 0,25 | Stabilità: assenza di spostamenti improvvisi |
Effettuare una verifica prestazioni sito web periodica rispetto a questi benchmark è fondamentale. Se anche una sola metrica supera la soglia critica, il posizionamento organico può risentirne. Questi valori si basano sul Chrome User Experience Report, che analizza sessioni utente reali e non semplici test simulati.
Monitoraggio continuo e alert automatici
Migliorare i Core Web Vitals non è un intervento una tantum; le performance tendono a peggiorare nel tempo. L'aggiunta di plugin, gli aggiornamenti e l'aumento del traffico possono far salire i valori di LCP o CLS senza preavviso.
Configura avvisi in Search Console per ricevere notifiche quando LCP supera i 2,5 secondi, CLS va oltre 0,1 o INP eccede i 200 ms. Integra Lighthouse CI nella pipeline di deployment per bloccare eventuali regressioni prima che arrivino in produzione. Mantenere una dashboard aggiornata in Data Studio con trend settimanali ti aiuterà a monitorare i Core Web Vitals costantemente e ad intervenire prontamente per migliorare i Core Web Vitals.
Ottimizzare il LCP per velocizzare il caricamento
Il Largest Contentful Paint, o LCP, è uno degli ostacoli principali che siti e-commerce e agenzie si trovano ad affrontare quando vogliono ottimizzare la velocità di un sito. Se il largest contentful paint supera i quattro secondi, molti visitatori potrebbero abbandonare la pagina prima ancora che il contenuto principale sia visibile, con ripercussioni negative su traffico, conversioni e SEO.
Un audit SEO completo dovrebbe sempre includere l'analisi dei Core Web Vitals, offrendo indicazioni pratiche per migliorare metriche come LCP, FID e CLS. Tra gli interventi più efficaci ci sono la riduzione del peso delle immagini, l'attivazione del lazy loading, l'uso di formati moderni come WEBP o AVIF, l’implementazione di una CDN, l'ottimizzazione e il posticipo del caricamento del JavaScript, la definizione di dimensioni fisse per i media e la prenotazione di spazio per gli elementi dinamici. Con obiettivi di LCP inferiore a 2,5 secondi, FID sotto i 100 ms e CLS minore di 0,1, queste ottimizzazioni non solo favoriscono il posizionamento su Google, ma migliorano concretamente l’esperienza d’uso. Scopri come ottimizzare i Core Web Vitals

Tecniche di preload e prioritizzazione delle risorse
La velocità caricamento sito SEO dipende in gran parte da come si indicano al browser le risorse critiche: di default, tutti gli asset hanno la stessa priorità. Per migliorare le prestazioni, specialmente su dispositivi mobile, è essenziale specificare che l’immagine hero è una risorsa primaria e deve essere scaricata il prima possibile, migliorando così anche la velocità percepita.
Aggiungi l’attributo fetchpriority="high" all'elemento LCP, ad esempio: <img fetchpriority="high" src="hero.webp" alt="...">. Contemporaneamente, inserisci nel tag <head> un preload dedicato: <link rel="preload" as="image" href="/assets/hero.webp">. Evita di usare loading="lazy" per risorse above-the-fold, poiché il lazy loading è utile solo per gli elementi che si trovano sotto la piega.
- Preload immagini hero:
<link rel="preload" as="image" href="hero.webp">avvia il download prima ancora che il CSS venga elaborato completamente. - Attributo fetchpriority:
<img fetchpriority="high">indica al browser di dare la massima priorità al caricamento dell’immagine principale. - Preload CSS critico:
<link rel="preload" as="style" href="/css/critical.css">consente al browser di visualizzare il layout senza blocchi, migliorando l’esperienza utente.
Compressione immagini e formati moderni
Un'immagine hero non ottimizzata può pesare anche più di due megabyte, ma con una compressione adeguata è possibile ridurne il peso a 80-120 kB mantenendo un’ottima qualità. Convertire le immagini in WebP permette di ridurre il peso del 30-40%, mentre con il formato AVIF il risparmio può arrivare fino al 50%, con un impatto molto positivo sulla velocità.
Prepara tre versioni della stessa immagine (JPEG, WebP, AVIF) e utilizzale all’interno di un tag <picture>: <picture> <source srcset="hero.avif" type="image/avif"> <source srcset="hero.webp" type="image/webp"> <img src="hero.jpg" alt="..."> </picture>. Aggiungi anche attributi srcset per gestire diverse risoluzioni: in questo modo, un dispositivo mobile scaricherà un file da 80 kB invece della versione desktop da 1,5 MB.
Ridurre TTFB e ottimizzare il server
Il Time to First Byte (TTFB) misura la velocità di risposta iniziale del server: se impiega tre secondi, il LCP non potrà mai scendere sotto quella soglia. L’obiettivo è mantenersi entro 200-500 ms, adottando strategie come la cache, la compressione Brotli e la distribuzione dei contenuti attraverso una CDN, per ridurre la latenza di rete.
Abilita l’header Cache-Control con una scadenza di 30 giorni per immagini, font e file CSS, elimina i redirect non necessari e riduci al minimo le richieste HTTP critiche. Ottimizza il database con indici specifici o strumenti di caching come Redis: un backend efficiente può ridurre il TTFB di uno o due secondi, accelerando complessivamente la velocità del sito e rafforzando la tua strategia SEO.
Eliminare il cumulative layout shift (CLS)
Sei immerso nella lettura di un articolo sul tuo smartphone quando, all'improvviso, un banner compare e spinge il contenuto verso il basso. Questo spiacevole e improvviso spostamento degli elementi irrita gli utenti e spesso li spinge ad abbandonare la pagina. Google interpreta un valore di CLS (cumulative layout shift) elevato come un segnale negativo, con la possibilità di penalizzare immediatamente il posizionamento del sito nei risultati di ricerca.

Riservare spazio per immagini e contenuti dinamici
Il problema del cumulative layout shift si manifesta quando lo spazio per gli elementi caricati successivamente non viene prenotato: il browser visualizza la pagina, ma poi un'immagine o un annuncio appare in ritardo, spostando tutto il resto. La soluzione è definire in anticipo l'area che questi elementi andranno a occupare, assicurando un'interfaccia stabile e prevenendo fastidiosi layout shift.
- Width e height sulle immagini: specifica sempre gli attributi
<img width="800" height="600">per permettere al browser di conoscere l'esatto spazio da riservare prima ancora che l'immagine venga scaricata. - Aspect ratio CSS: per le immagini responsive, applica la proprietà
aspect-ratio: 16/9nel tuo CSS per mantenere le proporzioni corrette senza ricorrere a valori fissi in pixel. - Container con min-height per annunci: gli ad hanno spesso dimensioni variabili; prepara un contenitore (un
div) conmin-height: 250pxche funga da segnaposto fino al completo caricamento del contenuto.
Per i componenti inseriti dinamicamente tramite JavaScript—come sezioni di commenti, recensioni o pop-up—misura in anticipo l'altezza effettiva e imposta una min-height appropriata per il contenitore, prevenendo così qualunque layout shift. Per gli iframe, ad esempio quelli di YouTube o dei social media, crea un wrapper con un aspect-ratio predefinito (ad es. 16/9) o dimensioni fisse, in modo che non si sovrappongano o spostino altri elementi della pagina.
Gestire font e animazioni senza causare shift
I web font che si caricano in ritardo possono causare il FOIT (Flash of Invisible Text), un fenomeno per cui il testo rimane momentaneamente invisibile per poi apparire improvvisamente, spostando gli elementi circostanti. Per evitarlo, imposta font-display: swap per visualizzare subito un font di sistema, sostituendolo poi con quello definitivo non appena disponibile, tutto senza generare CLS.
Nelle animazioni CSS, utilizza esclusivamente le proprietà transform e opacity, poiché modifiche a margin, padding o top possono innescare un reflow del layout, producendo uno spostamento visibile (layout shift). Per pop-up e banner (ad esempio quelli per i cookie), riserva lo spazio necessario in anticipo sfruttando display: flex insieme a order, garantendo che il resto del contenuto non venga spostato in modo imprevisto. Inoltre, precarica i font più importanti usando <link rel="preload" as="font" href="/font.woff2" crossorigin>, così da averli immediatamente disponibili e far comparire il testo senza variazioni di cumulative layout shift.
Migliorare INP e FID per una maggiore reattività
I Core Web Vitals sono metriche che misurano la velocità, l'interattività e la stabilità visiva delle pagine web, influenzando direttamente il posizionamento sui motori di ricerca come Google. Lavorare per migliorare i Core Web Vitals significa ottimizzare parametri chiave come LCP, FID, CLS e INP, garantendo un'esperienza fluida sia su desktop che su dispositivi mobile. Per scoprire nel dettaglio queste metriche e le tecniche per ottimizzare le performance, è disponibile questa risorsa: Scopri come ottimizzare i Core Web Vitals per migliorare il tuo posizionamento.
Mentre LCP e CLS si concentrano rispettivamente sui tempi di caricamento e sulla stabilità del layout, INP valuta la rapidità con cui una pagina reagisce a un input dell'utente. La differenza è cruciale: in un e-commerce, si traduce in un carrello che risponde istantaneamente o che si blocca per due secondi, un fattore che incide profondamente sulle vendite e sulla fidelizzazione della clientela. Allo stesso modo, un FID basso assicura che la prima interazione con un pulsante venga processata senza ritardi dal thread principale.
Ridurre long task e ottimizzare JavaScript SEO
Un long task è un blocco di codice JavaScript che impiega più di 50 millisecondi per essere eseguito, congelando il thread principale e bloccando ogni possibile interazione. Un audit velocità sito SEO aiuta a identificare e rimuovere queste porzioni di codice, un passo fondamentale per ottimizzare le performance e il INP. Mantenere i task brevi consente al browser di gestire rendering e input dell'utente senza intoppi.
- Code splitting: suddividi il bundle JavaScript in moduli più piccoli, caricati solo quando necessario; tre file da 150 KB sono meno invasivi di un unico file da 500 KB.
- Async e defer: usa l'attributo defer per gli script che dipendono dal DOM e async per quelli indipendenti, evitando così di bloccare il parsing dell'HTML.
- Web Workers: delega i calcoli più intensivi a un thread separato, liberando il main thread e garantendo una risposta immediata agli input.
È consigliabile eliminare le librerie non indispensabili: se un date-picker da 50 KB viene usato in una sola pagina, va caricato esclusivamente lì. Strumenti come Coverage in Chrome DevTools aiutano a individuare codice JavaScript inutilizzato e a ridurre i potenziali long task. Per non compromettere la reattività, rimanda il caricamento di script per analitiche o chat live usando requestIdleCallback o avviali alcuni secondi dopo il caricamento completo della pagina.
Strategie per ottimizzare le prestazioni mobile
I dispositivi mobile hanno processori generalmente meno potenti, quindi un algoritmo che impiega 30 ms su desktop può richiedere fino a 150 ms su uno smartphone di fascia media. Per testare efficacemente, esegui prove su hardware reale e simula una connessione lenta (4× throttling) in DevTools: se il valore INP resta sotto i 200 ms, significa che l'ottimizzazione è riuscita. Riduci le animazioni e le transizioni CSS complesse, mantieni il DOM entro 1.000-2.000 nodi totali e, per progetti semplici, preferisci librerie leggere come Alpine.js.
Attiva il network throttling su "Slow 4G" per verificare come JavaScript, CSS e immagini influenzano la velocità di caricamento in condizioni reali. Se la metrica INP peggiora significativamente con una connettività scarsa, è necessario ottimizzare ulteriormente il critical path e sfruttare una CDN. Queste azioni rendono l'esperienza mobile più efficace e rafforzano la SEO.
Monitoraggio continuo e interventi correttivi
Ottimizzare non è un'attività una tantum: monitorare i Core Web Vitals deve diventare un processo continuo. Configura avvisi in Google Search Console per ricevere notifiche via email quando una metrica supera le soglie critiche. Integra Lighthouse CI nella tua pipeline di sviluppo (CI/CD) in modo che ogni nuovo deploy venga bloccato se LCP, INP o CLS peggiorano di oltre il 10% rispetto al ramo principale.
Crea dashboard personalizzate collegate alla Web Vitals API per tenere traccia degli andamenti settimanali di tutte le metriche chiave. Esegui audit velocità sito SEO trimestrali per confrontare le performance, individuare plugin o template che rallentano il sito e documentare i progressi nel tempo. Intervenire tempestivamente, ad esempio quando INP passa da 150 ms a 220 ms, previene reclami da parte degli utenti e protegge il tasso di conversione.